Devastante prova dell’Inter che cala il pokerissimo
Tripletta di Perisic, l’immancabile Icardi, e Skriniar: il ciclone Inter si abbatte su un Chievo piccolo piccolo che regge appena una ventina di minuti prima di cedere di schianto di fronte all’onda d’urto nerazzurra. Presentarsi al big match di sabato a Torino contro la Juve da capolista con due punti di vantaggio sui bianconeri era un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Ne ha ha fatto le spese il Chievo, letteralmente crollato sotto i ripetuti colpi infertegli da un’ Inter oggi apparsa a dir poco devastante.
Maran se la gioca col 4-4-2; ripropone la coppa Gamberini-Dainelli al centro della difesa; il tecnico trentino abbassa Birsa nella linea a quattro di centrocampo affiancando lo sloveno a Depaoli, Rigoni, e Bastien; in avanti il duo Meggiorini-Inglese. L’Inter preme sull’acceleratore sin dal primo minuto; tuttavia è proprio il Chievo ad avere la miglior palla gol con Meggiorini che gira di testa verso la porta ma Handanovic è bravissimo a sventare. Sarà il primo e unico squillo del Chievo in tutto l’infelice pomeriggio di San Siro. Scampato il pericolo inizia il monologo interista: al 23’ Santon va in percussione, sul suo tiro-cross Sorrentino ci mette i guantoni, palla sul collo piede di Perisic che insacca sotto la traversa. L’Inter acquisisce sicurezza e fiducia, il Chievo si smarrisce: Inglese perde palla a centrocampo, Brozovic serve in verticale Icardi che si lancia verso Sorrentino e lo infila in diagonale. La partita finisce praticamente qui.
Nella ripresa Chievo va in eclissi e subisce passivo gli assalti di un’ Inter che continua a spingere incessantemente. Sorrentino ci mette più di una pezza, ma al 13’ capitola per la terza volta: Birsa sbaglia un facile cambio di gioco, Perisic arpiona la palla e fugge verso l’area, Dainelli è molto ospitale nell’accompagnamento; per il croato è un giochetto mettere in rete. Le pene non sono finite, perché c’è gloria pure per Skriniar, abile a porre di testa la firma sul poker. Finita? Macché. Lo scatenato Perisic non è pago e si porta a casa il pallone della tripletta dopo aver fatto secco Sorrentino nel recupero. Per l’Inter è una giornata di gloria, per il Chievo un pomeriggio da incubo agli inferi. Il fischio finale pone fine al martirio. Il calendario non è amico: il pranzo di domenica prossima al Bentegodi propone un altro ospite poco disposto a fare sconti: la Roma, di Eusebio Di Francesco, quarta forza di questo bellissimo campionato. Scontato dire che servirà un Chievo ben diverso, soprattutto nell’atteggiamento. Quello visto oggi, è stato troppo brutto per essere vero.
Lorenzo Fabiano
TABELLINO:
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio (32’ st Dalbert), Skriniar, Ranocchia, Santon; Borja Valero, Brozovic; Candreva (40′ st Karamoh), J. Mario, Perisic; Icardi (30’ st Eder). A disposizione: Padelli, Berni, Cancelo, Vecino, Nagatomo, Pinamonti. Allenatore: Spalletti.
CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino; Cacciatore, Gamberini, Dainelli, Gobbi (42′ st Jaroszynski); Depaoli, Rigoni (19’ st Tomovic), Bastien; Birsa; Meggiorini, (24’ st Garritano), Inglese. A disposizione: Seculin, Confente, Garritano, Stepinski, Gaudino, Leris, Cesar, Bani, Pucciarelli, Pellissier. Allenatore: Maran.
ARBITRO: Calvarese di Teramo
MARCATORI: 23’ pt, 12’ st e 45’ + 2 st Perisic (I), 38’ pt Icardi (I), 15’ st Skriniar (I)
NOTE: Ammoniti: Ranocchia (I). Angoli: 17-2 per l’Inter. Recupero: 0’ pt, 2’ st

