Bella prova dei gialloblù che avrebbero meritato sicuramente di più
L’Inter si conferma una bestia nera che l’Hellas non riesce a domare da ben venticinque anni. Che bel Verona, però. La squadra vista stasera non vale certo la miseria di sei punti in classifica. Attenta, corta, e reattiva ha messo per lunghi tratti alle corde un’Inter abulica che nella bolgia del Bentegodi raccoglie molto di più di quanto abbia seminato. Cerci, miglior in campo, è stato una costante spina nel fianco della retroguardia interista: dai suoi piedi di velluto sono partite infatti le azioni che hanno creato i maggiori grattacapi alla squadra di Spalletti, che al Bentegodi ha mostrato un Icardi dalle polveri bagnate. Ma è stato tutto il Verona a girare a dovere. Giocando così i punti prima o poi dovranno pur arrivare. Raggiunto nella ripresa con un rigore realizzato con freddezza da Pazzini il pari, i gialloblù sono stati puniti da una staffilata di Perisic infilatasi all’incrocio. Inutile l’assalto finale. Risultato decisamente troppo severo per un Verona che stasera è davvero piaciuto per disposizione e intraprendenza. Gli applausi non bastano; lo ripetiamo, è ora di far punti. Domenica a Cagliari farà molto caldo.
Sorpresa, anzi no: il tormentone continua. Pazzini va ancora una volta in panchina. La scelta di Pecchia non pièce ai supporterà gialloblù che lo subissano di fischi al momento della lettura delle formazioni. L’allenatore conferma la formazione di Bergamo con con un 4-4-2 che vede Bessa, Fossati, Verde, e Fares nella linea di centrocampo, e Cerci a sostegno di Moisés Kean. L’Inter si affida al trio della meraviglie Candreva, Borja Valero, e Perisic a ridosso del cecchino Icardi, bomber di razza in gran vena, spauracchio della serata.
L’Inter parte subito decisa ad imporre la propria indiscussa superiore qualità. Il Verona chiude e si gioca la partita sulle ripartenze: da una di queste, all’8′ Rómulo da destra libera al tiro Cerci il cui sinistro da ottima posizione è ribattuto. La squadra di Spalletti non brilla: ritmi bassi e manovra macchinosa; la prima occasione scaturisce da un contropiede di Candreva, palla a Icardi che ciabatta malamente sul fondo; al 22′ è Vecino ad impegnare Nicolas nella presa a terra. Nulla di che. Il Verona conferma di essere in crescita: è corto, raccolto, abile a rubar palla e rilanciare attraverso la spinta degli incursori Rómulo,Verde, e un Cerci in gran spolvero. Il calcio è crudele: alla prima vera chance, l’Inter passa; è il 36′ quando Candreva manda da destra uno spiovente su cui si avventa solo soletto Borja Valero che, approfittando di un movimento errato di Caracciolo, indisturbato da due passi mette dentro. Tutto troppo facile: l’amnesia difensiva costa cara. Si val riposo con risultato che premia oltre misura un’Inter non certo trascendentale e punisce oltremodo un buon Verona.
In avvio di ripresa l’Inter si fa minacciosa prima con Icardi e poi con Vecino. Il Verona tuttavia non s’intimorisce e continua a fare la sua partita. Al 10′ Handanovic frana su Cerci, sembrerebbe rigore, ma Gavillucci incredibilmente sorvola. Passano quasi due munti prima che il VAR renda finalmente giustizia. Pecchia richiama Kean per Pazzini che si assume l’onere dal dischetto: trasformazione impeccabile e pareggio sacrosanto. Il Bentegodi è una polveriera in esplosione. Entra Zuculini per il convalescente Bessa: il Verona cerca maggior protezione in previsione dell’assalto interista. La partita si fa avvincente, l’Inter infatti non ci sta e si getta subito in avanti: al 19′ da angolo Vecino scheggia di testa la parte superiore della traversa; tre minuti dopo, sempre su azione da calcio d’angolo, la palla giunge sui piedi di Perisic che dal limite fa partire una legnata che s’insacca nel sette. I gialloblù non demordono e ci provano con coraggio. Spalletti manda in campo Brozovic per Candreva. Il Verona gioca bene, rimane corto e insiste: alla mezz’ora Fares scodella un pallone in area sul quale Pazzini non arriva in allungo per una questione di centimetri. Dolorante, Cerci è costretto ad uscire per una botta, tocca a Lee. Spalletti risponde con Eder al posto dell’opaco Icardi. Gavillucci concede cinque minuti di recupero. Allo scadere il fischietto di Latina ne combina un’altra mostrando il giallo a Lee per simulazione. Ma il fallo al limite dell’area di Skriniar ci sarebbe eccome. Vince l’Inter ma questo Verona meritava molto di più.
Lorenzo Fabiano

