Grazie, Claudio, per l’impegno nel valorizzare la storia di Verona e dei suoi cittadini, anche di quelli che come mio padre – pur “esuli” – sempre la portavano nel cuore, e per aver raccolto tante interessanti testimonianze sulla sua carriera professionale e artistica. Un caro saluto e a presto Diego L’articolo su Alfredo Brasioli
Verona Ricorda…
Dal 22 novembre 2016, data della morte – Sintesi del suo percorso come illustratore, pittore, fumettista, grafico – Alfredo era padre di Diego, attuale Ambasciatore d’Italia in Lussemburgo – Personali ricordi riannodati per atto dovuto Avevo accennato alla figura di veronese e d’artista di Alfredo Brasioli nel numero 4 d’aprile 2015 de “L’Altra Cronaca”, nell’articolo intitolato “L’amico d’infanzia diventato diplomatico di lungo corso” incentrato sul figlio Diego che, dopo precedenti sedi di rappresentanza e successivi prestigiosi incarichi, all’epoca era ambasciatore d’Italia a Bucarest (Romania), funzione rivestita dal 2013 al 2017, mentre, dal 15 giugno 2020, è ambasciatore d’Italia in Lussemburgo.…
Il complesso di Forte Lugagnano (ex Werk Kronprinz Rudolf), a lato della strada di collegamento tra San Massimo all’Adige e, appunto, Lugagnano, presenta ancora, sulle recinzioni esterne, drastici avvisi di pertinenza esclusivamente militare che comandano ed ammoniscono Alt Farsi riconoscere e Zona militare Divieto di accesso Sorveglianza armata, quasi fosse un ambito dell’Esercito Italiano ancora pienamente ed ufficialmente attivo e funzionante e non dato in gestione ad associazioni che s’occupano (o dovrebbero farlo) della sua manutenzione ordinaria. Gruppi come, ad esempio, “Vivere la storia” (di genere culturale e di rievocazione storica) e la sezione veronese dell’Associazione nazionale Marinai d’Italia. 2015,…
La tragica vicenda è nota (e già ripercorsa da questa testata online nella rubrica “Verona ricorda…” il 14 novembre scorso). Tra le ore 8:10 e le 8:40 del 14 novembre 1915 tre aerei Etrich Tauber (taube in tedesco, colomba in italiano) fecero la loro comparsa sul cielo sopra Verona.Erano dei modelli di monoplano monomotore da bombardiere, da caccia, da ricognizione e d’addestramento realizzati nel 1910 dall’aviatore ed ingegnere austro-ungarico poi austriaco Ignaz “Igo” Etrich (Ober Altstadt, 25 dicembre 1879 – Salisburgo, 4 febbraio 1967) ed utilizzati soprattutto dalla dapprima Fliegertruppen des deutschen Kaiserreiches (Truppe aeree dell’Impero del Kaiser tedesco)…
Transitarono anche dalla città scaligera nomi eccellenti del nazismo sconfitto in fuga.Una pagina di storia (non solo locale) ancora tutta da scrivere definitivamente Verona, passaggio o punto di “smistamento” o logistico della struttura Odessa? Di sicuro, come riferì “Verona libera” (organo del Comitato di liberazione nazionale che, dal 1° maggio 1945 al 30 giugno 1946, sostituì “L’Arena”, in precedenza schieratasi apertamente col fascismo) del 17 maggio 1945, fecero la loro comparsa congiunti di gerarchi nazisti in cerca di alternative o secondo piani predisposti: “Sono state arrestate nella nostra città le mogli di Himmler e del col. Wolff primo comandante della…
Una cartolina postale datata 22 dicembre 1918 – Inviata dal soldato Stefano Gaiga alla signorina Maria Zordan – Poche righe sgrammaticate con il timbro “verificato per censura” – Documento di storia semplice Una “corrispondenza in franchigia” del Regio Esercito Italiano scovata anni fa nel caotico sottotetto d’una settecentesca abitazione della contrada Gaiga presso San Bortolo (o San Bartolomeo delle Montagne), frazione di Selva di Progno, al confine tra le province di Verona e Vicenza. Sottoposta al controllo ed al timbro “verificato per censura”, la cartolina postale era stata scritta il 22 dicembre 1918 dal soldato Stefano Gaiga ed inviata…
Ritrae il padre di Petra Feinaigle, traduttrice ed interprete adottiva scaligera Un caro ricordo assunto a documento storico. La foto d’un militare nella tragedia della Seconda guerra mondiale espresso in un tirato, stanco sorriso, forse di circostanza, forse malvolentieri, forse per senso di dovere. Per lui, Heinz Feinaigle, il dovere (Befehl ist befehl!, Gli ordini sono ordini!) dell’indossare la divisa da sottufficiale della Wehrmacht con la lugubre svastica nazista. Wehrmacht (Forza di difesa) fu la denominazione delle forze armate tedesche con la riforma del 1935 fino all’agosto 1946, quando fu ufficialmente sciolta in seguito alla resa incondizionata della…
40 anni fa, il 28 gennaio 1982, il generale di brigata americano James Lee Dozier (Fort Myers, Contea di Lee, Florida, 10 aprile 1931), rapito dalle Brigate Rosse a Verona, venne liberato in un appartamento a Padova da un’incursione del Nocs (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza). Generale di brigata americano James Lee Dozier Per settimane il capoluogo scaligero fu sulle cronache internazionali per il clamoroso sequestro dell’allora sottocapo di Stato Maggiore Logistico delle Forze Terrestri Alleate (della Nato) del Sud Europa (Ftase, con quartier generale a Palazzo “Carli”, in via Roma). La drammatica vicenda iniziò alle ore 17:00…
Una “pietra d’inciampo” (l’ormai nota Stolperstein ideata dall’artista tedesco Gunter Demnig, blocchetto in pietra dalle dimensioni d’un sampietrino con targa d’ottone apposta sulla facciata superiore con i dati d’una vittima del nazismo) collocata nel passaggio Antico Municipio/Am Alten Rathaus, in via dei Portici/Laubengasse 30. Ricorda l’ultimo domicilio di Ada Tedesco, figlia di Moisè Tedesco e di Enrichetta Leoni, nata a Verona (e dove il 1° marzo 1939 fu obbligata a sottoscrivere la “dichiarazione di appartenenza alla razza ebraica”) il 21 settembre 1881, trasferitasi a Bolzano nel 1941. Arrestata in quanto ebrea il 16 settembre 1943 (stando a “Il libro…
Il grande lascito immobiliare del “Villaggio Dall’Oca Bianca” sopravvive ancora nonostante discutibili demolizioni e ristrutturazioni, in parziale abbandono e murato (per impedire l’intrusione di abusivi e vandali) od assegnato anche ad associazioni e servizi sociali. Nella seconda metà degli Anni Trenta del secolo scorso, il pittore Angelo Dall’Oca Bianca (Verona, 31 marzo 1858 – Verona, 18 maggio 1942, nato in vicolo Cavalletto 1084 da Beatrice Resi e Giuseppe, morto in via Santa Maria Rocca Maggiore 13) devolvette al comune di Verona la somma di 80mila lire ed un vasto appezzamento per l’edificazione “d’un villaggio di semplici e sane dimore per…
Il capitello di San Dionigi e la Vergine col Bambino, in occulto e preoccupantedegrado – Potrebbe funzionare l’auspicabile “azione di salvaguardia congiunta”tra Circoscrizione 2^, Soprintendenza, parrocchia di Parona ed Ufficio beniculturali ecclesiastici della Diocesi? Parona di Valpolicella (Verona) – Scrigni di bellezze artistiche dimenticate, in… disarmo, accantonate da chi, per deontologia professionale, dovrebbe coccolarle al massimo. Invece, il degrado sta intaccando e nascondendo un paio di interessanti opere, l’una dirimpetto a via Preare e l’altra poco distante, sulla strada dei Monti che s’inerpica costeggiando Villa “Erbisti” (o “San Dionigi”, dal nome del colle che l’accoglie), dotata d’un vasto parco. Il…
Mura e vallo del bastione Campo Marzo (o Campo Marzio) che costeggia via Francesco Torbido trovarono tragico “utilizzo” quale sede di esecuzioni nel cruento periodo nazifascista post 8 settembre 1943, secondo decisioni prese non a caso, ma per la vicinanza del Cimitero monumentale dove i condannati a morte trovavano pronta sepoltura, provvisoria o definitiva, anonima o meno. Una lapide collocata nella parete esterna del bastione e che sbuca quasi timidamente in alto rispetto al vallo (in modo che possa essere scorta, senza però essere leggibile per la distanza, da chi transita in via Torbido, magari destando comunque interesse anche solo…
Verona, 106 anni fa. 14 novembre 1915, tra le ore 8:10 e le 8:40: tre aerei Etrich Taube (taube, in italiano Colomba, sic, modello di monoplano monomotore approntato dall’aviatore ed ingegnere austro-ungarico Ignaz “Igo” Etrich nel 1910) nemici sorvolarono la città e lasciarono cadere delle bombe su piazza Erbe che, stando alle notizie riportate dall’“Arena”, provocarono 30 morti, 29 feriti gravi e 19 leggeri. Le gravi condizioni di alcuni feriti, nei giorni successivi, accrebbero il numero delle vittime dapprima a 35 e, poi, a 36 (sempre secondo gli aggiornamenti del giornale). Tra i deceduti risultarono anche lo scultore Attilio Spazzi…
La memoria di Gianfranco Sforni, adolescente ebreo assassinato o deceduto con suoi familiari nel campo di sterminio (Vernichtungslager) di Birkenau (KL Auschwitz II) ed a cui è stata dedicata la piazza antistante alla chiesa, costituiva quasi un pallino fisso di don Bruno Bonizzato, ex parroco di Sacra Famiglia (estrema propaggine di Verona prima del comune di Castel d’Azzano). Don Bruno aveva celebrato la malinconica messa d’addio alla sua comunità l’8 ottobre 2017, in coincidenza con i 50 anni di sacerdozio, 25 dei quali in quella parrocchia dove era entrato il 4 ottobre 1992 come coparroco ed insegnante di religione nella…
L’illustre storia del complesso: dalle origini scaligere ai bombardamentidella Seconda Guerra Mondiale, attraverso incisivi interventi veneziani ed austriaci –Oltre che vescovi della Serenissima (forse), di certo vi transitaronotruppe austriache di dominazione ed italiane d’annessione al Regno d’Italia La mole di Porta Vescovo (o Porta del Vescovo), uscio tra Veronetta e Borgo Venezia, ad est della città che guarda appunto verso Venezia, costituisce un contesto murario edificato dagli Scaligeri, rafforzato dai Veneziani e rinnovato dagli Austriaci. Elevata ad un solo piano, con attico e copertura a tetto, si trova tra il Bastione delle Maddalene e la Rondella di Santa Toscana, con…
Ha “un grande passato dietro le spalle” Porta Palio, opera di Michele Sanmicheli (Verona, 1484 – Verona, 1559, architetto ed urbanista manierista) ed eretta, secondo date “ballerine”, tra il 1547 ed il 1557 (come afferma la tabella verticale apposta nella piazzetta) o tra il 1550 ed il 1561 (od ancora tra il 1542 ed il 1557) nelle pertinenze di riadeguamento delle difese veronesi attuato dalla Serenissima Repubblica di San Marco. Sorta tra due baluardi in seguito demoliti dai francesi nel primo Ottocento dell’altro secolo, la porta si chiamava, in origine, Porta di San Sisto e fu anche denominata, a suo…
Capitano ad appena… 9 anni, partecipò alla Terza Guerra d’Indipendenza, divenne comandante del Dipartimento di Verona e rifiutò più volte la carica di ministro della Guerra – Organizzò i soccorsi dopo la disastrosa alluvione scaligera del 1882 che gli fece meritare la cittadinanza onoraria della città – La sua morte per le conseguenze del senso del dovere rispettato fino all’ultimo Nonostante la vicinanza a zone “storiche” di degrado (Basso Acquar, le ex cartiere, il piazzale della stazione ferroviaria di Porta Nuova, i sottopassaggi del ponte della Ferrovia), il monumento con giardini attorno eretto nel 1902, a dieci anni dalla morte,…
Il “mistero” della pergamena inaugurale murata in una nicchia e poi “trasferita” a Venezia – Verona non dovrebbe farsela restituire per obbligo di diritto? La crescita urbanistica ottocentesca di Verona includeva, tra le opere primarie, la costruzione d’un ponte di collegamento tra le stazioni ferroviarie di Porta Vescovo e di Porta Nuova che affermasse il ruolo in ascesa d’importante nodo su rotaia. Già il 3 luglio 1849 veniva inaugurato il tratto Verona (Porta Vescovo)-Vicenza sull’avvio di costituzione, nel 1837, della società Imperial-Regia Privilegiata Strada Ferrata Ferdinandea Lombardo-Veneta (dal nome di Ferdinando I d’Asburgo-Lorena, cioè Ferdinando Carlo Leopoldo Giuseppe Francesco Marcellino…
“Reperti a… secco” risalenti al periodo storico monarchico-coloniale-fascista a lato della strada provinciale 10 in val d’Illasi. Il primo è la scritta d’insegna, “Farine coloniali”, sulla facciata d’un malconcio fabbricato in disuso nei pressi della chiesa parrocchiale di Selva di Progno. Edificio che fu un punto vendita, un magazzino, un deposito, appunto, di prodotti farinacei provenienti dalle colonie italiane, dai possedimenti che furono del Regno d’Italia. Il secondo (probabilmente restaurato) e vedibile su una facciata laterale d’un edificio posto al limitare sud dell’abitato di San Zeno di Colognola ai Colli, è uno dei tanti stralci della logorrea mussoliniana apposti a…
Successivamente all’approssimarsi a Ca’ di David e Verona su percorsi diversi ma convergenti delle avanguardie americane della 88^ Division “Blue Devils” e della 10^ Mountain Division (destinata subito a costeggiare le gardesane occidentale ed orientale per bloccare ritirate tedesche verso il Trentino), tra il 25 ed il 26 aprile 1945 avvennero cruenti scontri con soldati nazisti nascosti in mezzo ai ruderi delle case bombardate, attorno all’intersezione periferica tra viale del Lavoro, via Tombetta e stradone Santa Lucia, nei pressi dell’ingresso dei Magazzini Generali, al poi confine di competenza delle circoscrizioni 5^ Sud e 4^ Sud-Ovest. Rimasero uccisi molti tedeschi e…
Lo storico ed artistico monumento eretto e dedicato alla memoria dei caduti della battaglia di Santa Lucia tra piemontesi ed austriaci del 6 maggio 1848 (più conosciuto come “Monumento dell’Aquila” per il rapace bronzeo ferito che lo sormonta), durante la Prima Guerra d’Indipendenza italiana, sorge in uno spiazzo deviante da via Fenilon, al limitare di campi e linea ferroviaria. Il tutto competenza della Circoscrizione 4^ del Comune di Verona. L’opera di rievocazione risorgimentale è stata inaugurata il 6 maggio 1882, cioè 34 anni dopo i cruenti scontri che provocarono, secondo fredde stime, 110 morti e 776 feriti tra i piemontesi…
Permangono conservate e, anzi, sono giustamente ritenute elementi vivi di storia le ferite inferte da colpi d’arma da fuoco e d’artiglieria su edifici annessi a chiese diventati obiettivi di guerre del Diciannovesimo secolo combattute in città ed immediati dintorni. Il palazzetto a tre piani addossato alla chiesa di San Giorgio in Braida (dalle origini nella prima metà dell’Undicesimo secolo come monastero benedettino e con riassetto rinascimentale dopo essere passato alla Congregazione di San Giorgio in Alga nel 1442, dotato di superba cupola sanmicheliana) e destinato a canonica (opera dell’architetto veronese Luigi Trezza terminata nel 1791) attrae soprattutto per quelle tacche…
