Venezia, 30 maggio 2019
“Dall’approvazione del bilancio della Provincia di Belluno, aldilà delle chiacchiere strumentali dei soliti noti, uno dei dati che emerge con assoluta chiarezza è l’ampia applicazione della Legge Regionale 25/2014 sull’autonomia amministrativa”. Così Gianpaolo Bottacin, Assessore regionale con delega alla Specificità di Belluno, commenta l’approvazione del bilancio dell’ente provinciale bellunese dal quale emerge un avanzo di 33 milioni di euro.
“Tanti soldi che, per stessa dichiarazione dei vertici provinciali, saranno utilizzati per finanziare importanti interventi sul territorio – sottolinea l’assessore – se tutto ciò è possibile lo si deve al fatto che, da tempo, la Regione ha avviato l’autonomia garantendo ampie risorse all’ente provincia, anche se quest’ultima negli anni scorsi ne aveva dirottato parte per coprire i buchi causati dai gravi tagli statali. Sono, infatti, i trasferimenti di risorse regionali, che sono state triplicate, ma anche di personale ad aver permesso alla Provincia un’ampia azione amministrativa. Basti pensare che tutto ciò che viene ricavato dallo sfruttamento delle acque bellunesi rimane nelle casse della Provincia e non più della Regione. Stiamo parlando perciò di un vero esempio di autonomia applicata”.
“In Veneto e Lombardia – prosegue Bottacin – abbiamo avviato da tempo un percorso per riconoscere la specificità delle province interamente montane di Belluno e Sondrio, ad esempio, attribuendo loro il 100% dei canoni idrici. Grazie a ciò, le province ora possono muoversi con meno difficoltà e potendo gestire anche importanti partite territoriali. Cosa finora non avvenuta invece in Piemonte, tant’è che la provincia del Verbano Cusio Ossola si trova attualmente in dissesto. Anche se il mio auspicio è che il governo, insieme alla nuova guida regionale uscita dalle elezioni di domenica, possa avviare un percorso simile al nostro, che la vecchia compagine amministrativa alla guida del Piemonte non convinta o evidentemente credendo in maniera molto blanda nell’autonomia non aveva sostenuto”.
“Una autonomia amministrativa – conclude Bottacin – che noi, invece, vogliamo sempre più forte per Belluno in quelle materie dove può risultare utile, così da rafforzarne l’azione sul territorio e combattere con efficacia battaglie vitali per la sopravvivenza della montagna. Anche per questo abbiamo spinto affinché divenisse legge in Parlamento la norma che prevede che le centrali idroelettriche, a fine concessione, diventino pubbliche: una svolta epocale che troverà tra i principali beneficiari proprio la Provincia di Belluno”.

