“Il sistema veneto di politiche attive e accompagnamento al lavoro ha consentito di ridurre il tasso di disoccupazione al 5,6 per cento riportandolo ai livelli pre-crisi , ben quattro punti al di sotto della media nazionale (9,8 %). E’ questo il risultato più evidente di un sistema integrato di collaborazione tra soggetti pubblici e privati e di interventi diversificati, tra loro coordinatie”. Ad illustrare numeri, caratteristiche e modalità di funzionamento del sistema veneto di supporto all’inserimento lavorativo e di gestione delle crisi aziendali è l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, protagonista oggi dell’audizione sulle politiche attive per il lavoro nella sesta commissione del Consiglio regionale del Veneto.
“I due assi portanti del sistema veneto – ha spiegato l’assessore – sono le politiche tra loro integrate di orientamento, formazione, accompagnamento e sostegno lavorativo i e servizi per il lavoro efficienti”. “Servizi pubblici e privati, rappresentati dai 39 Centri pubblici per l’impiego e dalle agenzie private che operano in regime di accreditamento, sono il primo snodo per far incontrare domanda e offerta di lavoro e per costruire percorsi di accompagnamento e di rimotivazione al lavoro”, ha fatto notare Donazzan, che ha sottolineato il lavoro di potenziamento dei centri per l’impiego intrapreso dalla Regione che porterà da 400 a 1000 il numero degli operatori entro il 2021, nonchè il ruolo svolto dal portale unico di accesso www.cliclavoroveneto.it
Solo lo scorso anno il portale unico dei servizi per il lavoro e l’orientamento ha registrato oltre 830 mila utenti, ha raccolto 100 mila curricula e ha messo in rete un migliaio di ‘offerte di lavoro’. I servizi più richiesti sono stati la ricerca di corsi per l’assegno di lavoro, Garanzia Giovani, la ricerca di offerte di lavoro. Tra i servizi ad accesso autenticato la parte del leone la fanno le comunicazioni obbligatorie, pari a 1,7 milioni. “Il portale – mette in luce Donazzan – è un primo strumento di informazione e di orientamento, per studenti, cittadini, lavoratori, imprese e dà indicazioni concrete e supporto per la ricerca di una occupazione. Il portale è una finestra che consente di accedere a tutti gli interventi di supporto per l’inserimento lavorativo messi in campo da questa amministrazione”.
Questi gli interventi di ‘politiche attive’ per aiutare inoccupati e disoccupati a inserirsi nel mercato del lavoro messi in campo dalla Regione Veneto:
- Il programma Garanzia Giovani rivolto ai giovani dai 15 ai 29 anni che non studiano e non lavorano (i cosiddetti Neet): a quattro anni dall’avvio sono 79.796 i giovani che hanno trovato lavoro grazie all’adesione alle iniziative del programma, orientamento, formazione, tirocini e stages. I principali settori di impiego sono il turismo, il metalmeccanico e il commercio
- Gli Assegni per il lavoro, voucher del valore di circa 5 mila euro finalizzati a percorsi di formazione e di accompagnamento all’inserimento lavorativo di disoccupati over 30. Istituiti nel 2017, ne hanno beneficiato oltre 30 mila persone, per il 78 per cento di nazionalità italiana, equamente ripartiti tra uomini e donne, in prevalenza ultraquarantenni. L’assegno ha consentito di stipulare sinora 16.293 contratti di lavoro.
- Work experience, cioè percorsi professionalizzanti attraverso servizi di orientamento, formazione e tirocinio rivolti in particolare ai disoccupati di nuclei familiari a basso reddito: tra il 2018 e il 2019 ne hanno usufruito 2.368 persone, in prevalenza over 50, con un impegno regionale di spesa di 17 milioni di euro.
- Lavori di pubblica utilità per disoccupati di lunga durata, a rischio di esclusione sociale e di povertà: tra il 2018 e il 2019 la Regione ha investito 10 milioni di euro per creare opportunità di lavoro per circa un migliaio di persone: 864 in lavori di pubblica utilità nel territorio, 122 negli uffici giudiziari del Veneto.
- Azioni di inclusione territoriale per le persone svantaggiate, a rischio di povertà, che non beneficiano di alcuna forma di sostegno al reddito: gli interventi multiprofessionali e multisettoriali svolti nel 2018 e finanziati con 6 milioni di euro hanno raggiunto1171 destinatari.
- Inclusione sociale per le persone disabili (4,7 milioni stanziati): tra il 2018 e il 2019 hanno beneficiato degli interventi di orientamento, formazione e inserimento lavorativo 1905 destinatari
- Donne in prima linea: sono interventi di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro che hanno aiutato 931 donne a inserirsi nel mercato del lavoro o a conservare la loro occupazione, con un impegno di spesa di 4,9 milioni di euro
- Outplacement: 618 lavoratori hanno beneficiato di questa tipologia di interventi di reinserimento e ricollocazione, trovando nuova occupazione a seguito di crisi e ristrutturazioni aziendali. Le risorse complessivamente stanziate ammontano a 4 milioni di euro.
“In questo quadro di politiche attive e personalizzate per l’inserimento lavorativo va aggiunto il poderoso lavoro svolto dall’Unità regionale per le crisi aziendali – ha ricordato Donazzan- a supporto del ruolo di mediazione e di conciliazione svolto dalla Regione nei tavoli di crisi e a sostegno degli interventi di reindustrializzazione e di ricollocazione dei lavoratori coinvolti. Dal 2012 ad oggi l’Unità regionale di crisi ha gestito 212 crisi aziendali complesse, di cui 48 a valenza nazionale in collaborazione con il Ministero dello sviluppo economico. Da gennaio ad agosto 2019 sono 35 le crisi aziendali gestite dall’unità veneta, di cui 12 in collaborazione con il Mise. Ricordo che molte di queste vertenze si sono concluse con un esito positivo che ha visto la ripresa dell’attività produttiva e la tutela dei posti di lavoro. Esemplari, a questo proposito sono gli accordi di programma raggiunti per Electrolux e per Pilkington, con il decisivo concorso di agevolazioni pubbliche, nazionali e regionali”.
Infine l’assessore ha posto l’accento sul ruolo attivo svolto dalla Regione nella gestione delle aree di crisi industriale, ricorrendo agli strumenti legislativi e finanziari nazionali. In particolare, per l’area di crisi complessa di Venezia l’intervento congiunto di Mise-Invitalia-Regione ha messo in moto domande di investimento per 59 milioni di euro; per le aree di crisi non complessa della Bassa Padovana e del Veneto Orientale sono state raccolte e valutate sei domande di investimento per un valore complessivo di 22,7 milioni e un potenziale occupazionale di 89 posti di lavoro.

