Verona – “L’obiettivo principale è fare il possibile per rendere questo territorio più bello, e anche più sicuro nei luoghi di lavoro. La bellezza è una delle ricchezze del nostro Paese. Riconosco che dal dopoguerra ad oggi, ci siamo concentrati molto più sul versante produttivo che su quello dell’estetica, dovevamo rinascere dalle ceneri della guerra e agli occhi dei nostri padri si profilavano urgenze di altra natura. Ora a noi spetta il compito di tener conto del buon costruire, della rigenerazione urbana, della progettazione sostenibile secondo una logica di qualità, di bioedilizia, di risparmio energetico diffondendo sempre di più nel contempo la cultura della sicurezza nei cantieri”. Con queste parole l’ing. Fortunato Serpelloni apriva il suo intervento all’assemblea celebrativa dei 70 anni di ANCE Verona.
Punto di riferimento per imprenditori, professionisti e amministratori locali se n’è andato per malattia a 64 anni, restando, per quanto possibile, alla guida di Ance e dell’azienda di famiglia, la Serpelloni SpA, che quest’anno celebra 60 anni di militanza associativa.
Già al vertice di AIV Villafranca, è stato al timone di Ance dal 2012, riconfermato per un secondo mandato nel 2015, segnando una fase di forte cambiamento e rinnovamento.
A riprova della grande stima nutrita nei suoi confronti, la stessa presenza dell’ex presidente di Ance nazionale Paolo Buzzetti il giorno della sua prima investitura ufficiale all’Assemblea pubblica e la partecipazione a Verona dell’Assemblea privata, nello scorso maggio, del neo presidente di Ance Nazionale Gabriele Buia, legato all’ingegnere scaligero da una sincera amicizia.
Nominato Presidente di Ance Verona in un momento di grande difficoltà per il settore, caratterizzato da drastici tagli agli investimenti destinati al comparto e da una depressione profonda che in breve tempo ha spazzato via numerose realtà produttive, Serpelloni aveva compreso che la risposta alla crisi era nell’aggregazione, contro individualismo e diffidenza, e che per giungere a un cambiamento profondo si doveva partire dal coinvolgimento, dall’unione e dall’alleanza tra imprese e professionisti. “La partnership porta con sé l’energia del cambiamento”, amava ricordare Serpelloni, che preferiva da sempre l’incontro allo scontro.
A partire da questa visione ha impostato una nuova strategia di uscita, tra le sue grandi capacità, intessendo una vera e propria rete di salvataggio per un comparto in caduta, creando relazioni stabili, produttive e utili con le Associazioni di Categoria e gli Ordini Professionali, con la forte convinzione che parlare con una voce comune di raccordo avrebbe consentito alle parti di portare proposte concrete a istituzioni, finanza e società.
Guidato da un grande senso della comunità e della collaborazione, Serpelloni ha dato origine a “una filiera allargata della categoria”, trasmettendo una visione d’impresa diversa, basata sul dialogo (interno ed esterno all’Associazione) e su nuove competenze e servizi offerti alle imprese associate a partire dalla condivisione di obiettivi comuni e orientata allo sviluppo.
Fortemente voluto dal direttivo che lo ha scelto per la sua innata capacità di coesione, per l’esperienza, ma anche per la propositività e la serietà, Serpelloni ha saputo guidare l’Associazione puntando con determinazione su due leve importanti che al momento della sua prima nomina erano solo state abbozzate sulla carta: innovazione e tecnologia.
A testimonianza del peso di questi asset, l’avvio, durante il suo mandato, di una nuova Vicepresidenza con delega a tecnologia e ambiente, e la modifica dello statuto, nel 2015, per dare maggiore impulso al cambiamento, a nuove idee e al turnover.
La grande attenzione ai nuovi trend di settore, lo ha spinto a promuovere l’attuazione di corsi e attività formative di grande innovazione tra cui il progetto CQ – Costruire in Qualità e il BIM, che favoriscono competenze specialistiche nuove e che rappresentano azioni concrete pensate e realizzate per dare un futuro al comparto.
Di particolare rilievo è stata anche la collaborazione avviata da Serpelloni con il prefetto per giungere al protocollo di intesa sulle White List: la struttura di supporto attivata da Ance Verona e Cassa Edile Verona per affiancare le imprese della filiera costruzioni nella procedura di richiesta d’iscrizione nell’elenco atto a prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata.
Un altro momento importante che ha segnato il suo mandato è stato il cambio di sede nell’ex quartiere dei Magazzini Generali, in via Santa Teresa, nello stesso stabile che ospita gli Ordini di Ingegneri di Verona. Una scelta coerente che ha ulteriormente rafforzato il concetto di “rete” che guidava la visione di Serpelloni, che a tal proposito dichiarava a pochi giorni dall’inaugurazione: “A breve ci trasferiremo in un luogo molto tecnologico, al passo con i tempi, una nuova sede che mettiamo a disposizione di tutti i nostri associati e che vogliamo venga usata per i loro incontri di lavoro.”
Nel contempo e in concomitanza con gli impegni in qualità di vertice di Ance, Fortunato Serpelloni ha cercato di trasformare la sua azienda in linea con lo sviluppo e il rinnovamento per dare in eredità ai suoi figli un concetto di impresa al passo con i tempi.
Nel suo ultimo discorso in occasione del Settantennale di Ance, ricordava: “Le nostre imprese dovranno compiere un salto di qualità imprenditoriale, dovranno crescere la propria competitività attraverso la conoscenza e la capacità di creare reti trasversali con la propria filiera e con il tessuto economico della città per sviluppare progetti di business innovativi e ad alto valore aggiunto basati sulla sostenibilità, l’innovazione organizzativa e digitale del processo costruttivo, la costituzione di reti d’impresa e l’introduzione di servizi basati su un nuovo modo di utilizzare l’immobile basati sempre più informatizzato ed in grado di comunicare con la persona.”

