Il Presidente Vicario, Attilio Lonardi: “Abbiamo appositamente messo a disposizione un professionista interno specializzato sul tema affinché possa proporre delle soluzioni specifiche e semplici i problemi e risposte quindi ai numerosi dubbi, e stiamo predisponendo una modulistica documentale ad hoc”.
Verona – Aiutare gli associati fornendo loro risposte chiare e pratiche agli interrogativi che possono insorgere nella gestione del nuovo Regolamento europeo sulla privacy che andrà in vigore dal prossimo 25 maggio. In che modo? Sia attraverso una modulistica ad hoc, sia creando un filo diretto con un esperto messo a disposizione dall’Associazione. È quanto ha deciso di fare ANCE Verona, in linea con la strategia adottata in sede nazionale, per rendere più facile la vita dei titolari delle aziende associate contribuendo a ridurre il tasso di ansia che sta crescendo in queste ultime settimane e facendo sapere in modo agile ciò che è obbligatorio e ciò che invece non lo è.
“Abbiamo appositamente messo a disposizione un professionista interno specializzato sul tema affinché possa proporre delle soluzioni specifiche e semplici ai problemi e risposte quindi ai numerosi dubbi che inevitabilmente sorgeranno – spiega il Presidente Vicario di Ance Verona, Attilio Lonardi – Ma non solo, abbiamo anche predisposto dei modelli documentali per consentire di ottimizzare al meglio la gestione del nuovo Regolamento”.
Inoltre, per cercare di calmierare il terrorismo psicologico che sta dilagando sull’argomento, ieri ANCE Verona ha organizzato un incontro informativo di approfondimento per gli iscritti, in cui sono stati illustrati gli adempimenti a carico delle imprese edili mettendo a disposizione tutti gli strumenti necessari per adeguarsi alla normativa. Quattro esperti in materia hanno spiegato come farsi trovare pronti nel migliore dei modi entro il prossimo 25 maggio.
Questi i temi affrontati: processo di adeguamento; nuovo quadro giuridico; accountbility, principi del trattamento dei dati; DPO, come nominarlo; registro del trattamento dati; consenso; sanzioni; procedure digitali idonee.
La mole di lavoro e i costi sembrano terrorizzare molti imprenditori. Ma durante l’incontro è stato ribadito che l’adeguamento va visto non tanto come un costo ma piuttosto come un investimento. Il nuovo Regolamento richiede infatti un cambiamento di mentalità: finalmente oggi le norme sono uguali per tutti gli Stati europei e il sistema normativo presto in vigore si basa sul concetto di responsabilizzazione del titolare, il linguaggio usato dovrà essere semplice e chiaro e la richiesta di consenso al trattamento dei dati non dovrà essere generica ma evidenziare le ragioni nello specifico. Tutta la normativa va a tutela dei diritti, rinnovati e migliorati.
Il nuovo Regolamento ribalta infatti l’impostazione attuale, eliminando le misure minime di sicurezza e demandando al titolare del trattamento dei dati la valutazione di quali utilizzi vengono effettuati e a quali rischi possono essere esposti e, di conseguenza, la scelta delle più idonee misure di sicurezza (il nuovo Regolamento ne individua alcune con un elenco non esaustivo).
“La gestione della tutela dei dati diventa pertanto una procedura assimilabile a quanto avviene già in materia di sicurezza – precisa una circolare di ANCE Verona – potendola integrare in quest’ultima, come anche nel Modello di Organizzazione e Gestione (MOG) o nella gestione della qualità (se presenti nell’organizzazione aziendale).
“Per la maggior parte delle imprese edili che trattano come unici dati sensibili i dati relativi ai propri dipendenti, si ritiene che non cambierà molto, salvo eventuali approfondimenti che il Garante potrà emanare. – si legge ancora nella nota – Le imprese dovranno sicuramente dotarsi di sistemi, anche informatici, per evitare che i dati dei propri dipendenti siano violati e pretendere da eventuali studi di consulenza o società esterne le adeguate garanzie per il trattamento dei dati di cui sono responsabili. Rimane fermo l’obbligo di consegnare l’informativa a tutti i soggetti dei quali vengono trattati dati (i c.d. “interessati” quali, ad esempio, i dipendenti), che ha tuttavia contenuti aggiuntivi rispetto a quanto previsto dall’attuale Testo Unico”.

