L’indice di digitalizzazione delle piccole e medie imprese italiane è ancora basso se confrontato con quello tedesco. Il “gap evolutivo” si è evidenziato specialmente durante i mesi di lockdown, dimostrando quanto sia necessario investire nella trasformazione digitale e nello sviluppo di competenze adeguate.
Prima della pandemia la digitalizzazione delle imprese italiane di piccole e medie dimensioni poteva essere considerata un aspetto secondario. Tuttavia, oggi che la crisi scatenata dall’emergenza sanitaria ha rivelato tutto il suo peso, è evidente che il digitale sia divenuto una necessità. Secondo gli analisti finanziari, il nostro Paese nel 2020 potrebbe subire una flessione del Pil compresa tra gli 8 e i 14 punti percentuali.
Se il calo si preannuncia da record in tutta l’Eurozona, si teme che in Italia la contrazione della crescita possa essere molto profonda. Il ribasso potrebbe però essere contenuto nel caso in cui l’evoluzione digitale arrivasse a coinvolgere le realtà minori del tessuto imprenditoriale nazionale. Il team di ricercatori della School of Management del Politecnico di Milano ha recentemente mostrato che, se il livello di digitalizzazione delle PMI raggiungesse quello tedesco, il nostro prodotto interno lordo potrebbe risalire del 7% circa.
In Italia, le piccole e medie imprese rappresentano ancora oggi una grande fetta delle aziende attive sul territorio. Per favorirne l’informatizzazione, e per contrastare al tempo stesso l’evasione fiscale, il legislatore da poco più di un anno ha introdotto l’obbligo di fatturazione online anche verso i privati, oltre che verso la Pubblica Amministrazione. La novità è stata accolta positivamente, grazie anche alla diffusione di realtà come Fatture in Cloud, un software per la creazione della fattura elettronica a privati b2b, b2c e al b2g. Il programma consente di semplificare l’intero ciclo attivo e passivo di gestione dei file virtuali in formato Xml e di produrli in maniera sempre conforme alla normativa vigente.
Nonostante la fatturazione abbia contribuito alla digitalizzazione delle PMI italiane (specialmente per quanto riguarda l’aspetto della contabilità), la strada da percorrere per colmare il gap che le separa da quelle dei principali Paesi europei è ancora lunga.
All’interno dei nostri confini, durante i mesi di lockdown, soltanto il 10% delle aziende di piccole e medie dimensioni poteva vantare la disponibilità di un proprio e-commerce. In Spagna la percentuale saliva invece fino al 18%, in Germania fino al 17% e in Francia fino al 15%.

