È partita da qualche settimana una raccolta firme promossa dal sindacato edicolanti Sinagi. In questo comunicato, si sottolinea il fatto che le edicole siano un luogo di incontro quotidiano, da sempre lanterna accesa sulle città, grandi e piccole, nei centri storici e nelle periferie, oltre che luogo di condivisione e di chiacchiere. Oggi quello delle edicole è un settore in crisi e la raccolta firme ha lo scopo di far destinare alle edicole buona parte dei fondi destinati alle case editrici.
Ma siamo davvero sicuri che sia questa la soluzione migliore? Le case editrici mai come oggi si trovano ad affrontare una forte crisi economica e i fondi che riceve dallo Stato si sono ridotti notevolmente. Togliere quei pochi soldi alle case editrici e darli in mano a degli edicolanti non servirebbe a niente se non a peggiorare le cose. I nostri bambini hanno bisogno dei libri editati dalle case editrici, le aziende hanno bisogno di volumi e manuali, le persone hanno bisogno di leggere di più. Non è con una raccolta firme che si supera la crisi né tanto meno rubando i soldi alle case editrici.
Per questo è giusto NON firmare, per rispetto delle case editrici e del mondo dell’editoria, di cui anche i giornali e i media fanno parte, e soprattutto per rispetto nostro e della nostra cultura.

