Sta diventando nazionale il caso della delibera della Giunta comunale di Verona decisa
ad intitolare una via a Giorgio Almirante. Tutte le agenzie di stampa e i quotidiani on
line ne parlano, dopo che Liliana Segre ha espressamente rifiutato di accettare la
cittadinanza da una città che contemporaneamente intende intitolare una via a Giorgio
Almirante.
Appello allo Stato
No a Via Giorgio Almirante
Lettera aperta al Prefetto di Verona
Il Consiglio direttivo de “La città che sale” ha consegnato stamattina lunedì 20 gennaio
una lettera aperta al Prefetto di Verona, dr. Giovanni Cafagna, per invitarlo a non
autorizzare la recente delibera avanzata dalla Giunta comunale di Verona di intitolare
una strada cittadina all’on. Giorgio Almirante.
Le ragioni della opposizione sono giuridiche, storiche e politiche.
Innanzitutto, la proposta appare in contrasto con le disposizioni del Regolamento
comunale. La vita, le scelte, i valori e le azioni di Giorgio Almirante non sono state in
nessun caso, né durante il fascismo, né durante la Repubblica, “testimonianza dello
sviluppo materiale e civile”: requisito esplicitamente previsto dalla normativa
comunale.
Sul piano storico, Giorgio Almirante fu segretario di redazione della rivista “La difesa
della razza”; convinto repubblichino in uno stato alleato alla Germania nazista di Adolf
Hitler; impegnato in posizioni apicali nella lotta antipartigiana. Il contesto storico di
allora vide la contrapposizione feroce di regimi totalitari criminali come quelli fascista,
nazista e comunista, ma questo non può giustificare o minimizzare, alla luce dei valori
liberali e democratici della nostra costituzione repubblicana, le tragiche scelte degli
uomini di allora. Tanto più che Giorgio Almirante mai dichiarò pentimento e
dissociazione verso le proprie responsabilità ideologiche, politiche e militari relative a
quel periodo storico: nemmeno quando la nuova democrazia repubblicana, che lui
aveva combattuto militarmente, gli concesse, nel dopoguerra, di essere eletto più volte
nel Parlamento nazionale. Va anche ricordato che la seconda guerra mondiale è stata
combattuta e vinta anche da Paesi caratterizzati da limpide tradizioni liberali e
democratiche come la Francia, l’Inghilterra, gli Stati Uniti.
Sul piano politico, riteniamo infine che la proposta di intitolare una via a Giorgio
Almirante, quasi contemporanea al lodevole riconoscimento della cittadinanza
onoraria veronese alla senatrice Liliana Segre, compiuto unanimemente dal Consiglio
comunale, esponga l’intera città al ridicolo, oltre che alla indignazione, configurando
una sorta di grottesca, anacronistica e strumentale compensazione ideologica. Come
può la stessa città celebrare, contemporaneamente, la vittima di uno dei più
abominevoli regimi politici novecenteschi, quello nazifascista, e intitolare una strada ad
uno dei responsabili diretti di quello stesso regime? Che senso ha insistere con questi
atteggiamenti ideologici a 75 anni dalla fondazione della Repubblica e a 30 dalla fine
della guerra fredda?
Quella di Verona è una società evoluta, operosa, colta, dotata di forti radici
democratiche, che non ha bisogno di lugubri sguardi rivolti nostalgicamente al passato,
ma di tante energie, a partire da quelle dei suoi giovani, per costruire liberamente e
serenamente il proprio futuro.
Associazione La città che sale – www.lacittachesale.eu – 3409822281
Confidiamo perciò che il Prefetto valuti con obiettivo equilibrio la delibera e non la
autorizzi per la palese insensatezza.

