Verona, 13 dicembre 2017 – Contro la decisione dell’Assessore alla Sanità regionale Luca Coletto di stanziare 600mila euro per i prossimi tre anni per la “rettificazione del sesso” attingendo dal Fondo sanitario della Regione Veneto, insorge Il Popolo della Famiglia. «La Lega del Governatore Zaia – afferma Filippo Grigolini, coordinatore provinciale e Veneto del Movimento – conferma la sua folle linea libertaria e laicista stanziando centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici, che dovrebbero essere destinati a ben altre priorità in Veneto, per le operazioni chirurgiche di “cambio di sesso”. Ricordiamo, a titolo di esempio, la scellerata decisione della giunta nel 2017 di ridurre drasticamente i fondi alle famiglie con figli nelle scuole paritarie, per non parlare della scuola pubblica dove latitano anche i rotoli di carta igienica. Probabilmente Zaia spera di conquistare, in vista delle prossime elezioni di marzo, la lobby LGBT e la lobby economica delle cliniche, che con questi interventi chirurgici si arricchiscono e per di più a spese delle famiglie. Ben altre sono le vere priorità dei cittadini veneti e delle loro famiglie, anche in tema di sanità, ed è per loro che il Popolo della Famiglia si impegna. Ovviamente, ci auguriamo che la delibera venga ritirata». «Sarebbe gravissimo – aggiunge il coordinatore – anche l’impatto pedagogico di un simile provvedimento che presenta come soluzione una azione chirurgica su organi sani al posto di un affiancamento e aiuto con percorsi delicati e rispettosi della dignità della persona». «Rileviamo, inoltre – prosegue Grigolini – che non perde tempo il consigliere regionale Stefano Casali, che da Vice Sindaco di Verona approvò il registro comunale delle unioni civili del sindaco Tosi, a porsi invece paladino della famiglia naturale e difensore dei soldi pubblici, dicendosi contrario alla delibera dell’Assessore Coletto. Ricordiamo a Casali che sempre lo stesso Zaia poche settimane fa sul Corriere Veneto si proclamava Gandiano e Pannelliano e a favore delle DAT. Lo stesso Zaia con il quale la coalizione di Casali, vicino a Forza Italia un giorno sì e un giorno no, cerca fortemente l’accordo per le prossime politiche. Insomma, un colpo al cerchio e un colpo alla botte, giusto per non deludere quella larga parte di elettorato che ha i nervi scoperti per queste fughe in avanti del centro destra verso lidi neo libertari».
«Infine – conclude Grigolini – ci chiediamo se Zaia abbia avuto l’avvallo del suo leader di coalizione Silvio Berlusconi che, giusto ieri, spingeva a gran voce per la battaglia dei cosiddetti “diritti civili” degli omosessuali. Fra questi gli ricordiamo l’utero in affitto, l’adozione per gli omosessuali e, infine, la possibilità di “cambiare sesso” chirurgicamente con soldi pubblici per le persone che vivono la difficoltà di “sentirsi in un corpo non loro”».

