Il DECRETO CORRETTIVO AL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI
Verona – Ad un anno dalla pubblicazione del Nuovo Codice degli Appalti è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 19 aprile 2017 n° 56, Decreto Correttivo al Codice degli Appalti Pubblici. Il Decreto è entrato in vigore il 20 maggio prossimo e ha apportato ben 441 modifiche ad un Codice tanto innovativo quanto problematico. Le principali modifiche riguardano le modalità di affidamento ed esecuzione dei contratti per opere, servizi e forniture pubbliche, il ritorno del massimo ribasso, le modifiche all’offerta economicamente più vantaggiosa, l’obbligo di utilizzo del decreto parametri per la progettazione, il subappalto.
A tal fine Ance Verona, l’Ordine degli Architetti Paesaggisti e Pianificatori della Provincia di Verona, l’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, in collaborazione con il Comune di Verona e la Provincia di Verona, hanno promosso un incontro dal titolo Il DECRETO CORRETTIVO AL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI, che si terrà in Sala Convegni, Gran Guardia, P.zza Brà n.1, il 25 maggio ore 9.30-12.30.
Lo scopo è stato quello di analizzare nello specifico il Decreto Correttivo, individuare le principali novità in materia di appalti di lavori, servizi e forniture e promuovere l’intento di una formazione continua in materia di appalti pubblici.
La nuova architettura normativa, che prevede una norma primaria ed una serie di provvedimenti di soft low in continua pubblicazione ed aggiornamento, crea la necessità di aggiornamenti continui per le Stazioni Appaltanti e per gli operatori del settore.
“Il decreto correttivo al Codice degli Appalti è entrato in vigore cinque giorni fa, e ci siamo dati da fare per presentare tempestivamente tutte le novità introdotte. – dichiara Damiano Bellè, vice presidente di ANCE con delega ai lavori pubblici – Noi costruttori abbiamo criticato sin da subito questo nuovo Codice degli Appalti, paventando un blocco del settore, e i risultati hanno confermato le nostre previsioni: nel 2016 si è registrato infatti un forte rallentamento nella pubblicazione dei bandi di gara: -19,6% per gli appalti tra i 150.000 e i 500.000 euro, – 33% tra i 500.000 e il milione di euro, -36,9% per la fascia tra i 5-15 milioni. E sono tre i temi più preoccupanti: le norme sul subappalto, sulle procedure negoziate e il sorteggio. Purtroppo, il decreto correttivo non li ha risolti. Ho letto che le procedure negoziate non potranno più essere affidate con il massimo ribasso, bensì con l’offerta economicamente più vantaggiosa. Ciò vorrebbe dire renderle inutilizzabili, pertanto è prioritario che questa modifica sia cancellata con un futuro provvedimento. Nel frattempo penso sia importante concertare modalità di individuazione degli operatori economici diverse dal sorteggio. Veder affidato alla sorte il destino della propria impresa è frustrante per un imprenditore, ma ritengo che non possa essere un principio efficace nemmeno per la pubblica amministrazione. Per le imprese è un metodo devastante, non solo perché mette le nostre aziende nelle mani del fato, ma perché ci obbliga ad allontanarci dal territorio inviando manifestazioni d’interesse in giro per l’Italia. L’attività edile è legata al cantiere, al territorio, alle relazioni con fornitori e subappaltatori, ai lavoratori dipendenti che abbiamo formato nel tempo, che sappiamo come lavorano e che qualità ci possono dare. Per la complessità di questo provvedimento è importante fare sistema e introdurre al più presto un tavolo di confronto condiviso per trovare soluzioni a questi aspetti. Ed è l’obiettivo che ci siamo posti in questa giornata assieme agli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri.”
«Quello al Codice degli Appalti è un decreto correttivo dovuto che presenta, accanto a molte novità positive, ancora qualche zona d’ombra per i progettisti. – ha ribadito l’ing. Alessia Canteri, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia – Tra gli interventi migliorativi sottolineiamo l’obbligo per le Stazioni Appaltanti di rifarsi obbligatoriamente al Decreto Parametri del giugno 2016 per calcolare gli importi da mettere a base delle gare di progettazione. Quindi il dovere delle stesse stazioni appaltanti di pagare sempre e comunque i professionisti anche qualora il finanziamento per l’opera progettata non sia in definitiva erogato. Preme invece sottolineare come sul fronte delle Pubbliche Amministrazioni venga definito che i progettisti interni non abbiano l’obbligo di iscriversi all’Albo professionale di riferimento, né siano richiesti loro quei livelli di esperienza che invece sono precisati dal mercato per la progettazione e la direzione lavori di un’opera. Scelte queste che vanno nella direzione di una svalutazione qualitativa e intellettuale del processo di progettazione e direzione dei lavori. Valutato a partire da una pura quantificazione economica, non se ne considerano i fondamentali contenuti tecnici e di professionalità che garantiscono il raggiungimento degli standard di qualità cui le PA dovrebbero tendere».
L’iniziativa da programmare è quella di creare degli appuntamenti periodici di approfondimento sugli appalti pubblici, trattati dai tre punti di vista (Pubblica amministrazione, imprese, professionisti) e instaurare dei rapporti di scambio e collaborazione tra gli attori del territorio.
È stato ribadito che l’uscita del Correttivo al Codice dei Contratti deve essere l’occasione per avviare questo percorso virtuoso che deve coinvolgere tutti gli attori: politici, dirigenti, funzionari, professionisti e imprese.

