Con il Pop-hoolista tour ha già sbancato tutti ed è al primo posto nella vendita di biglietti. Domani sera alle 21 il Castello di Villafranca sarà il suo scenario
Pronti, partenza, via! No, attenzione, guai a dirglielo. Guai a far paragoni con altri ed aprire una diatriba sul rep e del perché ci sono cose che non funzionano.
Lui bada a se stesso e le ultime proiezioni della Siae gli danno fermamente ragione.
Il suo tour a marzo, al Forum di Assago di Milano, ha venduto quasi 28.000 biglietti nel giro di un paio di giorni.
Detiene il primato in classifica con il concerto di Roma (sempre a marzo) con ben oltre 10.000 tagliandi staccati per una sola serata.
Al di là dei numeri confortanti, Fedez, resta comunque il rapper più amato e odiato d’Italia. Le cose però non te le manda certo a dire. Il suo pensiero si evince facilmente dalla descrizione di noi italiani in “Generazione Bho”:
“Non ci fermiamo alle precedenze, ma ci fermiamo alle apparenze; guardiamo tutti le stesse cose, indossiamo gli stessi vestiti, mettiamo le stesse scarpe. Siamo specchi che non riflettono, prigionieri del presente in un paese senza futuro. O reagiamo, o ci troviamo a cucire l’orlo del baratro”.
E come dargli torto in un momento particolare come questo? Come non ammettere che (forse in silenzio, ma con dignità) i suoi pezzi attirano non solo i giovani ma anche gli ulta quarantenni?
Ce l’ha a morte con politici, giornalisti, vip, intellettuali, polizia, carabinieri e con qualsiasi classe sociale votata all’ordine, al perbenismo e agli schemi preconfezionati.
Fedez dimostra ampiamente di essere una sorta di vulcano sociale senza peli sulla lingua.
Sarà così anche domani sera a Villafranca, contateci.
Nicola Di Ciomma

