“Prendo atto con soddisfazione che il consigliere Bertucco e l’ex consigliere Campagnari riconoscono il buon lavoro di scrematura (32 su 100 le proposte accolte) operato dagli uffici comunali relativamente alle domande di riqualificazione degli annessi rustici abbandonati nell’ambito della collina e del parco dell’Adige. Tuttavia, sottolineo nuovamente ai due esponenti politici che nessuno degli edifici ammessi alla riqualificazione è abusivo: si tratta, per tutte e 32 le proposte accolte, di edifici che in passato hanno ottenuto, con diversa destinazione d’uso, le necessarie autorizzazioni edificatorie e paesaggistiche. La variante 23 inoltre per tutti i rustici considerati non ammette aumenti di volume, più rigida e garantista, in questa scelta, delle stesse osservazioni avanzate da tre importanti associazioni ambientaliste -Fai, Wwf e Veronapolis- che chiedono, in tema di rimodulazione del PI in ambito collinare, di non consentire “aumenti di volume agli edifici costruiti dopo il 2004 anno dell’ultimo condono”.
Quanto poi al parere negativo alla variante 23 da parte di alcune circoscrizioni, non posso non rilevare incomprensibili contraddizioni.
La seconda circoscrizione, che ha bocciato la variante a maggioranza risicata (1 voto di differenza), ha inspiegabilmente approvato all’unanimità, compreso Pd e 5 Stelle, un’osservazione con cui viene chiesto di inserire nella schedatura un nuovo recupero, in aggiunta alle altre 32 schede, di circa 3.000 metri cubi per 1.088 metri quadri. Si boccia quindi una superficie massima di circa 6.500 mq spalmata su 32 proposte di riqualificazione, e si approvano più di 1.000 mq per un solo intervento.
Incomprensibili contraddizioni anche nel voto della settima circoscrizione, che dopo aver bocciato la variante ha approvato, praticamente all’unanimità, un’osservazione con cui si chiede di cambiare il metodo di calcolo della superficie minima ammissibile al recupero, prevista in 90 mq, proponendo un metodo più estensivo che, se applicato, consentirebbe di recuperare anche gli edifici di dimensioni inferiori, vanificando la rigida scrematura attuata dagli uffici comunali”.

