Quello che non ti aspetti. Il Chievo è out e lascia il passo della qualificazione alla Salernitana. Niente di particolarmente grave se guardiamo agli obiettivi del Chievo. Molto grave invece se guardiamo com’è maturata la sconfitta.
Ci si sono messi di mezzo i supplementari e la beffa del 121’. Ma la squadra di Torrente ha fatto il proprio dovere portando a casa un successo che alla fine è risultato meritato.
La foga dell’ultimo istante ha deconcentrato il reparto difensivo che ha lasciato sfilare via un paio di giocatori granata. Bovo è implacabile e di piatto destro castiga l’incolpevole Bizzarri sulla sua sinistra. Fine delle trasmissioni. Al quarto turno di coppa ci vanno i campani.
Eppure non era cominciata malaccio. Chievo a costruire e avversari a difendersi (anche con qualche colpo proibito). Tu pensi che il Chievo si scuota e in due mosse piazzi lo scacco vincente. Paloschi coglie una traversa, Pellissier manda fuori di poco. Dici che ci siamo. Pensi così. Del resto la Salernitana è ben messa in campo ma sembra non avere intenzione di pungere. Un abbozzo degli avversari, qualche numero di Castro. Poi il giocattolo, già un po’ rovinato, va in mille pezzi. Birsa ci mette l’anima sulla fascia destra. Castro offre qualche numero. Radovanovic ed Hetemaj predicano nel deserto con licenza di far danni. Si perdono molti palloni, anche banali. La condizione regge quel tanto che basta per raccontare che la squadra si è estenuata ai supplementari. Paloschi nella ripresa si mangia l’inverosimile a tu per tu con il portiere avversario. La difesa regge perché gli avversari non affondano. A nulla vale l’avvicendamento di Christiansen. Non si vede lo straccio di una geometria. Dainelli rileva Gamberini per una botta al polpaccio. Pepe scatena il Bentegodi durante il riscaldamento, ma quando entra in campo dimostra la sua evidente e precaria condizione fisica.
Così esce la Salernitana che prova qualche utile sortita. Prima dei supplementari Bizzarri evita la capitolazione rispondendo con un’ottima parata su Gabionetta. Ma la resa arriva proprio sul filo di lana. Per il Chievo è game-over e notte fonda.
Di parere opposto è Mister Maran a fine gara: “Abbiamo offerto una buona prestazione per un’ora. Poi non siamo riusciti a mettere in atto quello che era nei nostri piani. Loro avevano nelle gambe una partita ufficiale in più, e questo spesso fa la differenza. In questo periodo abbiamo lavorato molto ed abbiamo avuto qualche acciacco in più. Dobbiamo ripartire in fretta e dimenticare questo episodio perché domenica prossima inizia il campionato. Dobbiamo concentrarci sulla gara di Empoli”.
E sia. Sta di fatto che la squadra questa sera ha fatto un’enorme confusione. Del resto se togliamo la più che convincente prova di Leverkusen, non c’è da stare molto allegri.
Le Pagelle:
BIZZARRI 6 Fa quello che gli compete. Sul gol non ha colpe, anzi evita il vantaggio dei granata allo scadere del secondo tempo.
FREY 5,5 Non punge come al solito. Saranno ordini di Maran, ma non sale mai sulla fascia.
GAMBERINI 5,5 È lento. Fatica nei recuperi. DAINELLI (dall’84’) 5,5 Si perde anche lui in un bicchier d’acqua.
CESAR 5,5 Se non ha qualcuno che lo sostiene incappa in errori banali.
GOBBI 6 S’impegna a dovere. Sale sulla fascia quando può.
BIRSA 5,5 C’è impegno, anche fantasia. Ma le misure questa sera non sono certo millimetriche. PEPE(dall’84’) 5,5 Volontà, voglia di farsi vedere, ma la precaria condizione gli pesa. Deve lavorare ancora molto.
RADOVANOVIC 4,5 Non ne combina una che sia veramente una. Per un centrocampista è inaudito. CHRISTIANSEN (dal 66’) 5 Che pasticci. Si adegua alla serata sbarazzina.
HETEMAJ 5 Questa volta non ci siamo proprio. Dov’è finito il gladiatore di mille battaglie?
CASTRO 5,5 Qualche imbeccata e qualche numero si vedono. Ma, con tutto il rispetto per gli avversari, questa sera non c’era davanti il Real Madrid.
PALOSCHI 6 Per l’impegno e per la volontà. Spesso viene criticato. Sulla traversa è sfortunato. Cicca alla viva il parroco una palla in piena area come un principiante. Nella ripresa poteva sfruttare meglio quell’occasione a tu per tu col portiere avversario.
PELLISSIER 5 Volontà, passione solita. Un solo tiro è un po’ poco, però.
Nicola Di Ciomma
Foto ChievoVerona

