Le dichiarazioni del difensore gialloblù, Claudio Winck, rilasciate durante la conferenza stampa di presentazione.
LE PRIME IMPRESSIONI
«Il mio arrivo a Verona? C’era già stato un contatto lo scorso anno, poi per vari motivi le trattative non sono andate a buon fine. Quello che conta è che adesso sono qui e spero di fare bene. Quando ero in Brasile ho chiesto a Juan (ex Roma, ndr) e a Dida (ex Milan, ndr) informazioni sul calcio italiano: mi hanno spiegato che è un campionato difficile, impegnativo, e che questa può essere una grande esperienza per me. Cosa mi ha convinto a scegliere l’Hellas? Voglio disputare la Serie A, è un campionato importante, tenuto in molta considerazione. Voglio sfruttare questa esperienza per mettermi in mostra come calciatore. Il mio arrivo in squadra? Ho trovato un bel gruppo, c’è molta armonia tra di noi. La mia prima impressiona è quella di un gruppo ben organizzato e con obiettivi precisi. Rafael e Romulo mi hanno aiutato molto ad inserirmi. Un commento sui grandi campioni della squadra? Toni, Pazzini e Rafa Marquez sono punti di riferimento, voglio cercare di seguire le loro orme e di migliorarmi sempre. Un commento su Mandorlini? Fin da subito il mister chiede molto, soprattutto nella parte tattica. Il mio momento? Ho avuto qualche problema in passato, ma adesso sto bene e spero di andare avanti così. Perché ho scelto il 41? L’ho scelto per scaramanzia, è lo stesso numero che avevo all’Internacional e mi ha portato fortuna».
LAVORIAMO PER MIGLIORARE LA DIFESA
«L’impatto con il calcio italiano? La mia prima impressione è che ci sono molte differenza sul piano della tattica, ma per me è ancora tutto da scoprire nei prossimi giorni. Il mio ruolo principale è il difensore ma ho avuto esperienza anche come centrocampista. Stiamo facendo parecchio lavoro sulla difesa per cercare di rimediare al problema dell’anno scorso. Dove posso migliorare? Sicuramente voglio migliorare in difesa, voglio aiutare l’Hellas dove c’è bisogno, sono un calciatore giovane e posso migliorare ancora tanto. Il mio riferimento? Dani Alves».
LA MIA STORIA
«I primi calci al pallone? Come tutti ho iniziato da piccolo con gli amici, giocando dove capitava. Poi a 10 anni ho iniziato le giovanili nel Gremio e a 15 anni sono passato all’Internacional. Da lì sono entrato professionisti. Il sogno di tanti calciatori brasiliani è giocare in una squadra europea, credo che la mia permanenza nel Verona possa servirmi come trampolino di partenza per arrivare in altri club, oppure per restare qua».
Ufficio Stampa Hellas Verona
