Taglio del nastro ieri alla Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta la Casa in Collina a Valeggio sul Mincio. In occasione dell’anniversario dei 17 anni di attività, la struttura inaugura una nuova cucina e attigua sala mensa per i propri pazienti, persone con problematiche psichiatriche gravi per le quali non è possibile la permanenza in famiglia. All’inaugurazione erano presenti Angelo Tosoni, sindaco di Valeggio sul Mincio con il suo vice Marco Dal Forno, Don Armando, parroco della Parrocchia di Santa Lucia ai Monti. Dell’ azienda ULSS 9 Scaligera sono intervenuti il direttore dei Servizi Sociali Raffaele Grottola, il direttore Area Disabilità Gabriele Bezzan, la responsabile U.O.S. Psichiatria Area Sud Annalisa Rizzetto, il direttore Affari Generali Dott. Elmer Soffiati. C’erano altresì le famiglie degli ospiti, dirigenti, collaboratori e volontari della Cooperativa Sociale Cercate onlus.
“Questo è un momento significativo – ha ammesso Fausto Mazzi, presidente della Cooperativa Sociale Cercate – perché è da alcuni anni che lavoravamo a questo risultato positivo. La cucina all’interno di questa struttura rappresenta un luogo di partecipazione e condivisione. Siamo contenti di essere riusciti a portare a termine la ristrutturazione affinchè i pazienti possano avere un nuovo ambiente in cui cucinare e consumare i pasti. Del resto, questa comunità, pur essendo una struttura protetta, è stata pensata per viverla come una casa”.
Il Sindaco Tosoni ha ringraziato chi si adopera tutti i giorni in questa struttura molto efficiente. A seguire anche il dott. Grottola e la dott.ssa Rizzetto sono intervenuti con un saluto.
L’edificio, di proprietà dell’ULSS 9 Scaligera, è in gestione alla Cooperativa Sociale Cercate di Verona che, tramite convenzione, gestisce la parte strutturale, alberghiera e fornisce il personale per le 15 persone assistite di età diverse: alcuni circa 50 anni, altri poco più che ventenni. Quotidianamente vengono strutturate attività interne ed esterne alla comunità, come la cura dell’orto, lavori creativi, gite sul territorio, finalizzate al recupero e mantenimento delle abilità di base della persona quali la cura di sé, la cura degli spazi, il contatto sociale, la relazione, la gestione dei propri vissuti e della terapia farmacologica.
“Per i nostri ospiti, accuditi da uno staff multi professionale, sono molto importanti anche le normali attività quotidiane come quelle legate al pasto o al riordino della tavola e della cucina. – ha evidenziato Maria Shenker, coordinatrice della sede – La nostra struttura è un luogo di valorizzazione della soggettività e della centralità della relazione delle persone con l’obiettivo di reinserire i pazienti nella collettività”.

