Sorrentino para un rigore a Belotti. Infortunio a Castro
Dopo il capolavoro tattico firmato da Maran e la sua truppa con il Napoli, doveva essere una domenica di conferme per il Chievo. Così è stato, e a farne le spese è stato oggi il Torino uscito tra i fischi del popolo granata. Contro questo Chievo è dura per tutti: la squadra di Maran è espressione di solidità, organizzazione, ed equilibrio. Sa chiudere gli spazi e distendersi in fase d’impostazione con geometrie lineari. Il calcio che offre è frutto di studio, applicazione, progetto; nulla è lasciato all’improvvisazione; gioca da squadra e ci sta che avversari di maggior blasone e ambizione facciano fatica ad uscire dal cul de sac in cui si ritrovano intrappolati.
Maran costretto a rinunciare a Dainelli e Gamberini piazza Tomovic e Cesar al centro della difesa. Birsa va sulla trequarti in appoggio a Inglese e Meggiorini al quale è affidato il lavoro sporco. Il Chievo entra subito in campo deciso a giocarsela. Dopo sei minuti Castro sbuca da tergo e incorna sul montante un preciso cross di Gobbi da sinistra. Il pericolo non scuote il Toro e Il Chievo passa: al 14′ Cacciatore scodella uno spiovente da destra, Hetemaj si avvita e di nuca mette la palla dove Sirigu non può arrivare. Il Chievo ha la partita in mano ma si fa prudente. Castro esce in lacrime per un infortunio al ginocchio la cui entità verrà valutata nelle prossime ore; al suo posto entra Bastien. Il Torino finalmente reagisce e Burdisso ci mette lo zampone ma la palla finisce fuori. Al 33′ i granata trovano il pareggio: cross da sinistra di Obi, tra Tomovic e Cesar svetta Baselli che gira di testa in rete. Il Toro adesso ci crede, Ljajic semina il panico, ma si va al riposo sull’1-1.
Al posto del tè caldo, negli spogliatoi ai granata devono aver servito una tisana. La foga con cui hanno chiuso il primo tempo ha lasciato il posto a cadenze soporifere; ne approfitta il Chievo che mostra invece maggior piglio e si fa pure minaccioso quando Burdisso salva miracolosamente su Hetemaj. Ci vogliono venti minuti perché il Toro esca dal torpore, ed ecco la fiammata: De Silvestri va via sulla destra, mette in mezzo dove c’è Iago Falque a battere a colpo sicuro, Sorrentino ci mette la punta del guantone, quanto basta per deviare la palla sulla traversa. Il Torino insiste e dopo sei minuti ha l’occasione ghiotta per far sua la posta: Gobbi si avventa su uno spiovente ma incoccia in Belotti che va per le terre. Il VAR decreta un rigore sfuggito agli umani: dal dischetto lo stesso Belotti si fa ipnotizzare da Sorrentino. Non un gran periodo per il centravanti della nostra scornata nazionale. Il Toro si sgonfia, sale nuovamente in cattedra il Chievo: una botta dalla distanza di Radovanovic fa venire i sudori freddi a Sirigu. Poi il metronomo serbo si fa cacciare per una zuffa che lo vede coinvolto con Niang e Ljajic. Il Chievo in dieci non soffre alcunché e gestisce il finale senza correre alcun pericolo. Finisce 1-1, tutto sommato un risultato equo; un punto su un campo difficile come il Grande Torino è sempre decisamente buono e va salutato con favore. Uniche note stonate, l’infortunio di Castro (speriamo non sia così serio) e il rosso a Radovanovic su cui ora pende l’inevitabile squalifica. Lui di sicuro sabato al Bentegodi contro la Spal non ci sarà.
Lorenzo Fabiano

