L’armata di Sarri cade nella trappola tesagli da Maran
Niente record di 34 punti nelle prime 12 gare di campionato. La marcia del Napoli si ferma al Bentegodi a quota 32 di fronte a un Chievo bravissimo a sbarrargli la strada. Da tempo la squadra di Maran ha fama di cliente scorbutico per tutti, abilissimo a metter a nudo i limiti più che i pregi chi l’affronta. La partita di oggi pomeriggio dice proprio questo. Reduce della fatiche europee, un Napoli insolitamente sotto ritmo sbatte il muso contro la diga eretta dall’ingenger Maran. Il tecnico trentino indovina tutto: squadra corta, sempre attenta ad occupare gli spazi e a non concedere nulla. Alla fine il punto è strameritato. Gli uomini di Sarri combinano poco, ma gran parte del merito va riconosciuto al 4-4-2 disegnato da Maran che si manifesta in densità, linee sempre corte e gran equilibrio.
Il Napoli s’intrappola come un pesce nella rete tesagli dal Chievo. La difesa gialloblù non va mai in apprensione, protetta a dovere da un centrocampo retto dalle geometrie di Radovanovic, la corsa di Hetemaj, l’effervescenza del giovane De Paoli, e infine dall’instancabile Castro, una molla che si allunga e si accorcia tra contenimento e proposizione. Il conclamato obiettivo di Maran è cercare di bloccare sul nascere le trame ospiti senza mai andare in inferiorità. Ci riesce in pieno. Nel primo tempo, solo in un’occasione il Napoli può distendersi come ama fare in transizione, ma al 23’ Callejon spedisce di poco fuori un prezioso suggerimento di Hamsik. Per il resto poco o nulla da segnalare. Il Napoli appare lento e macchinoso, incapace di far registrare il necessario cambio di passo. Merito del Chievo che mai glielo concede.
La partita non decolla nemmeno nella ripresa, quando la pressione ospite sale di tono. Al quarto d’ora è Radovanovic a provarci con un parabola calibrata con il goniometro da centrocampo dopo aver visto Sepe lontano dai pali; il portiere napoletano, oggi sostituto di Reina bloccato dal mal di schiena, riesce a togliere la palla dall’angolino alto. Poi è sì tanto Napoli, ma pure molto prevedibile e di fatto sterile. L’unico sussulto lo regala Insigne allo scadere con una traiettoria velenosa che costringe Sorrentino al volo per deviare in angolo. Sarebbe stato un premio eccessivo. Troppo poco ha infatti creato la prima della classe per mettere sotto un Chievo esemplare per disposizione tattica e atteggiamento sul campo. Maran può sorridere; interrompe la serie negativa delle ultime due recenti pesanti sconfitte e si toglie la soddisfazione di bloccare la capolista, non solo senza subire gol, ma mettendone pure a nudo i limiti. Dopo la sosta si ricomincerà da Torino, sponda granata. A 16 punti in 12 giornate questo è un Chievo che può permettersi di non temere nessuno e giocarsela con tutti.
TABELLINO:
CHIEVO-NAPOLI 0-0
CHIEVO (4-4-2): Sorrentino; Cacciatore, Tomovic, Gamberini, Gobbi; Depaoli (31’ st Bastien), Radovanovic, Castro, Hetemaj; Inglese (40’ st Stepinski), Birsa (17’ st Meggiorini). A disposizione: Seculin, Confente, Jaroszynski, Rigoni, Garritano, Gaudino, Bani, Pucciarelli, Pellissier. Allenatore: Maran
NAPOLI (4-3-3): Sepe; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui (21’ st Maggio); Zielinski (27’ st Allan), Jorginho, Hamsik; Callejon (34’ st Ounas), Mertens, Insigne. A disposizione: Reina, Rafael, Giaccherini, Maksimovic, Chiriches, Rog, Diawara. Allenatore: Sarri
ARBITRO: Massa di Imperia
NOTE: Ammoniti: Radovanovic (C), Mario Rui (N), Zielinski (N), Koulibaly (N). Angoli: 2-9 per il Napoli. Recupero: 2’ pt 5’ st
Lorenzo Fabiano

