L’Udinese cala il poker
Usciamo dallo stadio Friuli con le note di Ligabue in testa. “Ho perso le parole”…è la colonna sonora del disastro di Udine. Squadra molle, impalpabile, la grinta mostrata col Milan finita chissà dove…Il peggior Verona della stagione esce con le ossa rotta dal confronto con l’Udinese, la squadra più un forma del campionato. Gialloblù messi sotto nel fisico e nel gioco, mai in partita. Nulla rimane da salvare nel naufragio generale. La legnata è di quelle che fanno male.
Pecchia perde Caceres per il mal di schiena, tocca a Souprayen. L’Udinese mette subito muscoli e pressione, il Verona balbetta. I friulani passano con Barak su appoggio di Widmer. Il Verona? Semplice, non c’è. Si spera nell’intervallo per un riordino di idee, ma allo scadere Widmer affossa ogni pretesa di resurrezione.
Sotto di due gol, Pecchia lascia l’impalpabile Kean negli spogliatoi, dentro Pazzini. Il secondo tempo è, se possibile ancora peggio del primo. L’Udinese s’imbuca da tutte le parti: il Verona è un pezzo di Emmental. Entra anche Lee, ma il trottolino gira a vuoto. L’Udinese dilaga: Barak e Lasagna infieriscono, il poker è servito. Nicolas e la traversa limitano un passivo ancor più imbarazzante. Il fischio finale di Maresca pone fine al martirio. Basta così, ho perso le parole…
Lorenzo Fabiano

