“Pensavo fosse tutto più complicato. In realtà non abbiamo mai sofferto”. Il Verona si piega dinanzi ad una Sampdoria nettamente superiore, e le parole del tecnico doriano Giampaolo sono la perfetta sintesi su una gara che ha messo a nudo i limiti e la fragilità della squadra di Pecchia contro un avversario di ben altra levatura. il 2-0 finale, maturato nella ripresa, non fa un grinza. La salvezza si allontana ulteriormente: la quartultima piazza, occupata dal Crotone dista ora cinque lunghezze. Nulla è ovviamente deciso, ma la strada, già di per se un’erta tutta in salita, si fa maledettamente ancora più dura.
4-4-2: Pecchia abbassa Romulo a destra a sostituire l’infortunato Ferrari. A centrocampo Aarons e Matos giocano larghi con Buchel e Valoti centrali; Petkovic e Kean le punte. I gialloblù mostrano in avvio l’intenzione di giocarsi le proprie carte, ma ben presto devono rivedere i loro piani. La Sampdoria prende il sopravvento e il comando delle operazioni: la squadra di Pecchia si abbassa sempre di più ed è solo grazie alle parate di Nicolas e un salvataggio sulla linea di Vukovic che mantiene la propria porta intatta. In avanti Kean si dà un gran daffare, ma non sostenuto a dovere da uno spento Petkovc combina poco. Il Verona evidenzia tutta la propria fragilità, ma bene o male riesce ad andare negli spogliatoi a reti bianche.
Nella ripresa la Samp, affonda però il colpo: dopo appena cinque minuti Caprari dalla sinistra pennella in area per l’accorrente Barreto che inspiegabilmente libero davanti a Nicolas spizza di testa in rete. Gli uomini di Pecchia abbozzano qualcosa che assomigli a una reazione, ma non pungono. Sono invece i padroni di casa a sfiorare il raddoppio. I liguri chiudono la pratica a cinque minuti dal termine quando Valoti aggancia in piena area il piede di Kownacki: rigore netto, che Quagliarella trasforma per il 2-0 finale. La Samp vola in alta quota e fiuta odore di Europa. Il Verona affonda sempre più verso gli inferi.
Lorenzo Fabiano

