(AVN) Venezia, 1 dicembre 2017
“Il Veneto è stata la prima regione in Italia a sperimentare l’alternanza scuola-lavoro nel 2003, e a codificarla come elemento strutturale dell’offerta formativa nel ‘sistema educativo’ provando ad introdurla anche nei licei, prima che diventasse un obbligo nazionale. Mettiamo la nostra esperienza a disposizione di Anpal, l’agenzia nazionale per l’impiego, chiedendo al suo presidente Maurizio Del Conte di specializzarsi su questo obiettivo per aiutare le Regioni a programmare l’offerta formativa e a promuovere un corretto sistema di alternanza”. Così l’assessore alla scuola e al lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan, intervenendo a Job & Orienta, al convegno “Dall’alternanza alla transizione: le azioni promosse da Anpal. Dall’aula ai luoghi di lavoro”, in dialogo con Maurizio Del Conte.
“Con 22 mila aziende che quest’anno hanno inserito studenti in alternanza, vale a dire una su 3 – ha ricordato Donazzan – il Veneto è la seconda regione in Italia, dopo la Lombardia, a dare applicazione a questa opportunità di orientamento, formazione e crescita umana. Negli ultimi cinque anni sono stati 15 mila gli studenti che in Veneto hanno vissuto esperienze di alternanza scuola lavoro, grazie alla disponibilità delle imprese e degli enti di formazione e ai 418 progetti finanziati con 5 milioni di euro dalla Regione”.
“In Veneto scuola e lavoro sono un binomio consolidato – ha spiegato l’assessore – Gli istituti tecnici e professionali del territorio che hanno fatto crescere le imprese del ‘mitico Nordest’ hanno nel loro Dna costitutivo l’aula-laboratorio e il rapporto diretto con il mondo del lavoro. Un filo diretto, quello tra scuola e azienda, testimoniato anche dai 30 mila tirocinanti ospitati ogni anno nelle imprese venete: 7 su 10 si concludono con l’ingresso nel mondo del lavoro”.
“Ora che l’alternanza scuola-lavoro è diventata obbligatoria in tutti gli indirizzi scolastici e formativi – ha sottolineato Elena Donazzan – è necessario professionalizzare le competenze per traghettare l’esperienza dell’alternanza dal mondo della formazione a quello della scuola, soprattutto in quelle Regioni che non hanno un consolidato patrimonio di centri di formazione professionale e di scuole professionali come il Veneto”.
L’alternanza scuola-lavoro – ha spiegato l’assessore – è fondamentale per un buon orientamento, per ridurre la distanza tra scuole lavoro e contrastare gli abbandoni. L’alternanza serve alla scuola per ritarare percorsi e competenze, ma anche alle imprese per mettere a fuoco fabbisogni e competenze e riuscire meglio a incrociare domanda e offerta di professionalità e di mestieri.
“Chiedo all’Agenzia nazionale per l’impiego di specializzarsi su questo – ha concluso – per aiutare le Regioni a programmare l’offerta formativa e a promuovere un corretto sistema di alternanza, nonché un buon sistema di orientamento al lavoro: il ruolo di una agenzia nazionale può rappresentare un utile e valido supporto per dare omogeneità e sviluppo ai diversi territori della penisola”.

